Briciole di pane

Faq del Mise-Ministero Sviluppo Economico

  • 1. FAQ prima serie ottobre 2015

  • 2. FAQ seconda serie agosto 2016

  • 3. FAQ terza serie dicembre 2018

Faq sull'APE e sul calcolo della prestazione energetica

  • 1. In quali casi un immobile deve essere dotato di attestato di prestazione energetica (APE)?

    L’immobile deve essere dotato di attestato nei seguenti casi: 
    - edifici di nuova costruzione o edifici sottoposti a ristrutturazione importante, all’atto di chiusura dei lavori e/o al rilascio dell’agibilità; 
    - compravendita di edifici, appartamenti o quote degli stessi; 
    - locazione di intero immobile o singole unità immobiliari; 
    - edificio pubblico esistente ed utilizzato dalla pubblica amministrazione con Superficie utile >250 mq; 
    - contratti di gestione calore presso la pubblica amministrazione; 
    - annunci immobiliari (compravendita e locazione). 
    L’obbligo di dotazione si estende inoltre ai seguenti casi: permuta, transazione, datio in solutum, conferimenti in società, assegnazione ai soci, cessione di azienda nel cui patrimonio sono compresi immobili, vendita di porzioni di immobile (per esempio quote dell’alloggio del custode).

  • 2. In quali casi l’APE non è obbligatorio?

    L’Attestato non deve essere redatto nei casi riportati nella legge nazionale all’art.3 comma 3 del dlgs 192/2005, ovvero: 

    - i fabbricati isolati con una superficie utile totale inferiore a 50 metri quadrati Per fabbricato isolato con superficie utile inferiore a 50 m2 si intende un fabbricato distaccato da altri edifici. Un miniappartamento di 49 m2 in un condominio non è un fabbricato isolato. Un bungalow di 49 m2 in un campeggio è un fabbricato isolato;

    - i fabbricati industriali e artigianali quando:
    - gli ambienti sono riscaldati (o raffrescati) per esigenze del processo produttivo; 
    -  il loro utilizzo e/o le attività svolte al loro interno non ne prevedano il riscaldamento o la climatizzazione. Questo deve essere collegato alle esigenze del processo produttivo, perché se è prevista la presenza di lavoratori, i locali devono essere climatizzati ai fini della permanenza di persone.
    D.Lgs. 81/08 - ALLEGATO IV - REQUISITI DEI LUOGHI DI LAVORO - 1. AMBIENTI DI LAVORO
    1.9.2. Temperatura dei locali 
    1.9.2.1. La temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all'organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori. 
    1.9.2.2. Nel giudizio sulla temperatura adeguata per i lavoratori si deve tener conto della influenza che possono esercitare sopra di essa il grado di umidità ed il movimento dell'aria concomitanti. 
    1.9.2.3. La temperatura dei locali di riposo, dei locali per il personale di sorveglianza, dei servizi igienici, delle mense e dei locali di pronto soccorso deve essere conforme alla destinazione specifica di questi locali.

    -  gli ambienti sono riscaldati utilizzando reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili. Per reflui energetici si intende un recupero di fluidi (acqua, aria, vapore, fumi) già caldi per esigenze di produzione. Per esempio: un calore residuo che rappresenta lo scarto energetico di processo (calore dissipato da una batteria condensatrice di un gruppo frigorifero);

    - i fabbricati agricoli o rurali non residenziali sprovvisti di impianti di climatizzazione

    - edifici in cui non è prevista la permanenza di occupanti (residenti o lavoratori) e in cui non è prevedibile/necessario un clima abitativo come ad es. magazzini, depositi, locali di sgombero, sottotetti, locali macchina, cabine di trasformazione, cantine, autorimesse, strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi, ecc. L’APE è comunque richiesto per le porzioni eventualmente adibite ad uffici e assimilabili, purché scorporabili ai fini della valutazione di efficienza energetica.

    - edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attività religiose

    - i ruderi, purché vengano espressamente dichiarati come tali nell'atto notarile 

    - i fabbricati in costruzione per i quali non si disponga dell’abitabilità/agibilità al momento della compravendita: immobili venduti come “scheletro strutturale” (privi di tutte le pareti verticali esterne o di elementi dell’involucro edilizio) oppure immobili venduti “al rustico”(privi delle rifiniture e degli impianti tecnologici), purché vengano espressamente dichiarati come tali nell'atto notarile. Resta fermo l’obbligo di presentazione, prima dell’inizio dei lavori di completamento, di una nuova relazione tecnica di progetto attestante il rispetto delle norme per l’efficienza energetica degli edifici in vigore alla data di presentazione della richiesta del nuovo permesso di costruire, o denuncia di inizio attività, comunque denominato

    - i manufatti comunque non riconducibili alla definizione di edificio (manufatti cioè non qualificabili come “sistemi costituiti dalle strutture edilizie esterne che delimitano uno spazio di volume definito, dalle strutture interne che ripartiscono detto volume e da tutti gli impianti e dispositivi tecnologici che si trovano stabilmente al suo interno”), per esempio: una piscina all'aperto, una serra non realizzata con strutture edilizie, ecc.

  • 3.Qual è la definizione di “rudere”?

    La disposizione non fornisce la definizione di “rudere” ai fini dell’esclusione dall'obbligo della certificazione energetica.

    Al riguardo, ci si può rifare alla definizione contenuta nell'art. 6, c. 1, lett. c) del Decreto Ministro delle Finanze 2 gennaio 1998 n. 28 (Regolamento recante norme in tema di costituzione del catasto dei fabbricati e modalità di produzione ed adeguamento della nuova cartografia catastale) che così individua le costruzioni di scarsa rilevanza cartografica e censuaria (le cd. “unità collabenti”): “le costruzioni non abitabili o agibili e comunque di fatto non utilizzabili, a causa di dissesti statici, di fatiscenza o inesistenza di elementi strutturali e impiantistici, ovvero delle principali finiture ordinariamente presenti nella categoria catastale, cui l'immobile è censito o censibile, ed in tutti i casi nei quali la concreta utilizzabilità non è conseguibile con soli interventi edilizi di manutenzione ordinaria o straordinaria” costruzioni caratterizzate da “l'assenza di allacciamento alle reti dei servizi pubblici dell'energia elettrica, dell'acqua e del gas”
    Ai fini dell’applicabilità della normativa in materia di conformità catastale ai sensi del D.L. 20 maggio 2010 n. 78, ed in linea con la definizione contenuta nell’art. 6, c. 1, lett.c) del Decreto Ministro delle Finanze 2 gennaio 1998 n. 28 sopra riportata, si rileva che “lo status di “rudere” è associabile a fabbricati che presentino crolli delle strutture orizzontali e/o verticali il cui recupero prevede la totale demolizione” mentre non riguarda “i fabbricati attualmente inagibili, ma recuperabili con interventi di straordinaria manutenzione o ristrutturazione” 
    In sostanza si potrà parlare di rudere solo in presenza di manufatti oramai compromessi nella loro struttura edilizia, che non possono essere recuperati attraverso semplici interventi di restauro e/o manutenzione ordinaria o straordinaria. 
    Non dovrebbero esserci dubbi circa la qualificazione in termini di “rudere”, a fini della disciplina in commento, per tutti quei fabbricati che siano catastalmente identificati come “unità collabenti”, in categoria fittizia “F/2”, in quanto per questi fabbricati già sono state accertate e documentate le condizioni previste dall'art. 6, c. 1, lett.c) del Decreto Ministro delle Finanze 2 gennaio 1998 n. 28 (25) , sopra richiamato, che costituiscono, per l’appunto il presupposto per la attribuzione alla categoria F/2. 

    Condizione per l’esclusione dall'obbligo dell’attestato di prestazione energetica è che lo status di rudere venga espressamente dichiarato “nell'atto notarile di trasferimento della proprietà”; al riguardo si osserva: 
    - la dichiarazione va resa dalla parte alienante (a cui carico è posto l’obbligo, in caso contrario, di dotazione dell’attestato di prestazione energetica); se l’alienante, in presenza di un rudere, vuole sottrarsi all'obbligo di dotazione (e al conseguente obbligo di allegazione) dovrà, pertanto, rendere nell'atto la prescritta dichiarazione, assumendosi tutte le responsabilità connesse a tale dichiarazione. Nessun onere, al riguardo, può essere posto a carico dell’acquirente; 
    - deve escludersi che, per detta dichiarazione, sia necessaria la forma della “dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà” in quanto non richiesta dalla disposizione in commento; 
    - la dichiarazione dell’alienante deve essere recepita nel corpo dell’atto traslativo, e può trattarsi solo di atto notarile; 
    - si ritiene che per avvalersi della esclusione in commento, la dichiarazione debba riguardare tutti gli atti traslativi per i quali vi sia, altrimenti, l’obbligo di dotazione e di allegazione dell’attestato energetico (e quindi anche gli atti aventi per oggetto diritti reali di godimento e non solo quelli comportanti il trasferimento della proprietà, come si potrebbe ricavare da un’interpretazione letterale della disposizione in commento) 
    - si ritiene sia possibile, per l’alienante, avvalersi, a supporto della dichiarazione da rendere in atto, di un’apposita relazione descrittiva redatta da tecnico abilitato (non necessariamente da asseverare con giuramento) e da allegare quindi all'atto notarile. Anzi in taluni casi, può essere opportuno (tenuto conto delle sanzioni pecuniarie previste per il caso di mancata dotazione e di mancata allegazione dell’attestato energetico) se non addirittura indispensabile (si pensi al caso dell’alienante che non conosce il bene) fondare la dichiarazione, da rendere in atto, su una relazione di carattere tecnico.
    Tratto da Aggiornamento Studio n. 657-2013/C - Consiglio del Notariato

  • 4. Qual è la definizione di “immobile al grezzo” o “in costruzione”?

    In particolare la disposizione fa riferimento: 
    - agli immobili venduti nello stato di "scheletro strutturale", cioè privi di tutte le pareti verticali esterne o di elementi dell'involucro edilizio 
    - agli immobili venduti "al rustico", cioè privi delle rifiniture e degli impianti tecnologici. 
    In questo modo si è voluto chiarire, al di fuori di ogni possibile dubbio, che non solo il “grezzo primario” (ossia l’immobile privo di tutte le pareti verticali esterne o di elementi dell'involucro edilizio) ma anche il “grezzo avanzato” (fabbricato già realizzato nel suo involucro esterno ma privo delle finiture e degli impianti) rimane escluso dall'obbligo della certificazione energetica. 

    Resta fermo, come peraltro precisato nella disposizione in commento, l'obbligo di presentazione, prima dell'inizio dei lavori di completamento, di una nuova relazione tecnica di progetto attestante il rispetto delle norme per l'efficienza energetica degli edifici in vigore alla data di presentazione della richiesta del permesso di costruire, o denuncia di inizio attività, comunque denominato, che, ai sensi dell'art. 28, comma 1, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, il proprietario dell'edificio, o chi ne ha titolo, deve depositare presso le amministrazioni competenti contestualmente alla denuncia dell'inizio dei lavori. 
    Condizione per l’esclusione dall'obbligo dell’attestato di prestazione energetica è che lo status di immobile “al grezzo” o “in costruzione” venga espressamente dichiarato “nell'atto notarile di trasferimento della proprietà”; al riguardo si osserva: 
    - la dichiarazione va resa dalla parte alienante (a cui carico è posto l’obbligo, in caso contrario, di dotazione dell’attestato di prestazione energetica); se l’alienante, in presenza di un “fabbricato al grezzo”, vuole sottrarsi all'obbligo di dotazione (e al conseguente obbligo di allegazione) dovrà, pertanto, rendere nell'atto la prescritta dichiarazione, assumendosi tutte le responsabilità connesse a tale dichiarazione. Nessun onere, al riguardo, può essere posto a carico dell’acquirente; 
    - deve escludersi che, per detta dichiarazione, sia necessaria la forma della “dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà” in quanto non richiesta dalla disposizione in commento; 
    - la dichiarazione dell’alienante deve essere recepita nel corpo dell’atto traslativo, e può trattarsi solo di atto notarile; 
    - si ritiene che per avvalersi della esclusione in commento, la dichiarazione debba riguardare tutti gli atti traslativi per i quali vi sia, altrimenti, l’obbligo di dotazione e di allegazione dell’attestato energetico (e quindi anche gli atti aventi per oggetto diritti reali di godimento e non solo quelli comportanti il trasferimento della proprietà, come si potrebbe ricavare da un’interpretazione letterale della disposizione in commento) 
    - si ritiene sia possibile, per l’alienante, avvalersi, a supporto della dichiarazione da rendere in atto, di un’apposita relazione descrittiva redatta da tecnico abilitato (non necessariamente da asseverare con giuramento) e da allegare quindi all'atto notarile. Anzi in taluni casi, può essere opportuno (tenuto conto delle sanzioni pecuniarie previste per il caso di mancata dotazione e di mancata allegazione dell’attestato energetico) se non addirittura indispensabile (si pensi al caso dell’alienante che non conosce il bene) fondare la dichiarazione, da rendere in atto, su una relazione di carattere tecnico.
    Tratto da Aggiornamento Studio n. 657-2013/C - Consiglio del Notariato 

  • 5. Da quali disposizioni sono esclusi gli edifici ricadenti nell'ambito della disciplina della parte seconda e dell’articolo 136, comma 1, lettere b) e c) , del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il codice dei beni culturali e del paesaggio?

    Gli edifici di cui sopra sono esclusi dall'applicazione del D. Lgs. 192/2005, ai sensi del comma 3-bis, solo nel caso in cui, previo giudizio dell'autorità' competente al rilascio dell'autorizzazione ai sensi del codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, il rispetto delle prescrizioni implichi un'alterazione sostanziale del loro carattere o aspetto, con particolare riferimento ai profili storici, artistici e paesaggistici.

    Per i medesimi edifici, però, il D.Lgs. 192/2005 si applica limitatamente alle disposizioni concernenti: 
    a) l’attestazione della prestazione energetica degli edifici; 
    b) l’ esercizio, la manutenzione e le ispezioni degli impianti tecnici.

  • 6. Cosa si intende per fabbricati ad uso produttivo (industriali, artigianali ecc.) riscaldati per esigenze del processo?

    Si intendono quei fabbricati in cui la temperatura e/o l’umidità sono mantenuti a livelli definiti per specifiche esigenze delle lavorazioni. Il presupposto è, quindi, che l’edificio ad uso produttivo sia dotato di un impianto di climatizzazione e che questo impianto sia dimensionato e tarato per garantire condizioni indispensabili per il tipo di prodotto e/o per il processo produttivo. 
    Essendo tali condizioni normalmente diverse da quelle previste nella norma tecnica (Asset rating, ovvero temperatura dei locali a 18°C per il solo benessere degli occupanti) rendono poco significativo e ripetibile il calcolo standard. 

    Sono quindi esclusi dall'ambito di applicazione della normativa fabbricati ad uso produttivo in cui vengono mantenute temperature diverse (inferiori o superiori ) ai 18°C e ricambi orari differenti da quanto previsto nella rispettiva norma (UNI 10339)., ai fini del processo produttivo.
    Esempi: 
    - lavorazione di prodotti dolciari (cioccolata) con ambienti mantenuti a 24 °C e U.R. 40%; 
    - confezionamento di prodotti ittici e alimentari con temperature ambientali di 12°C e dispositivi individuali di protezione dal freddo; 
    - laboratorio chimico-farmaceutico con 40 volumi/ora di ricambi orari. 

  • 7. Che obblighi ci sono in caso di compravendita e locazione di un immobile?

    Nella norma sono previsti dei casi con “obbligo di dotazione“ e altri con “obbligo di allegazione” 
    Si noti che dotazione e allegazione sono due cose diverse.

    Al primo termine corrisponde l’obbligo in capo al proprietario di far redigere l’attestato.

    Nel secondo caso, oltre all'obbligo di dotazione, v

    i è anche l’obbligo di allegazione della copia al contratto in oggetto.

    Vi è anche l’obbligo di inserimento nel contratto della  clausola con la quale l’acquirente o il conduttore dichiarano di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell’attestato, in ordine alla attestazione della prestazione energetica degli edifici.

    Infine vi è l’obbligo di indicare alcuni dati energetici tratti dall’APE negli annunci di vendita e locazione.

    Di seguito di riporta una tabella riassuntiva di tutti i casi previsti dalla normativa.

  • 8. Nel caso di rinnovo di contratto di locazione di un appartamento o di un edificio è obbligatorio far redigere l’Attestato di Prestazione Energetica?

    La dotazione dell’APE non è prevista solo nel caso di rinnovi taciti di contratti di locazione. 
    Nel caso di rinnovi di contratti di locazione scaduti in cui sia prevista una rinegoziazione del canone – e quindi un nuovo contratto a tutti gli effetti - l’attestato deve essere redatto e messo a disposizione del locatario.

  • 9. Nel caso di comodato d’uso, è necessario redigere l’APE?

    No, non vi è l’obbligo
    Non si applica la disciplina in tema di certificazione energetica agli atti senza effetti traslativi, mancando in questo caso la sollecitazione del mercato immobiliare.
    Trattasi, a titolo esemplificativo, dei seguenti atti:
    – Fondo patrimoniale;
    – Comodato;
    – Trust;
    – Vincolo di destinazione ex art. 2645ter c.c.;
    – Divisione;
    – Identificazione catastale;
    – Costituzione di ipoteche;
    – Costituzione di servitù (e relative rinunce);
    – Fusione e scissione societaria;
    – Trasformazioni societarie;
    – Cessioni di azioni, quote e partecipazioni di società proprietarie di immobili (a meno che non si trasferiscano contemporaneamente anche quote di immobili).

  • 10. Nel caso di trasferimento di quote relative ad un immobile, è necessario redigere l’APE?

    Si. È il caso, per esempio, delle quote dell’appartamento del custode.

  • 11. Nel caso di passaggio di proprietà di una parte di appartamento (per esempio camera che passa da un alloggio ad un altro) è necessario redigere l’Attestato di Prestazione Energetica?

    Trattandosi di una porzione di unità immobiliare oggetto di una transazione onerosa, si ritiene che sia indispensabile dotarla di Attestato di Prestazione Energetica. 
    Nel caso in cui tale porzione non sia funzionalmente autonoma (accesso diretto – utilizzo separato dal resto dell’unità immobiliare) l’attestato dovrà essere relativo alla intera unità immobiliare di provenienza. 

  • 12. Nel caso di compravendita o di locazione di un appartamento/edificio chi deve incaricare il certificatore energetico?

    La legge prevede che nel caso di trasferimento a titolo oneroso o di locazione di un immobile sia il proprietario a doversi fare carico di nominare il tecnico per osservare le disposizioni di legge. 
    In entrambi i casi l’APE deve essere redatto prima della pubblicazione dell’eventuale annuncio immobiliare in cui dovranno comparire le informazioni richieste nel formato previsto dal DM 26 giugno 2015.
     

  • 13. Nel caso di compravendita o di un appartamento/edificio prima della fine della sua costruzione (“sulla carta”) è necessario l’APE?

    Il Decreto legislativo 192/2005 all’art.6  comma 2 così recita: “in caso di vendita o locazione di un edificio prima della sua costruzione, il venditore o locatario fornisce evidenza della futura prestazione energetica dell’edificio e produce l’attestato di prestazione energetica entro quindici giorni dalla richiesta di rilascio del certificato di agibilità.”
    In questo caso, quindi, è necessario redigere l’APE sul progetto dell’edificio e utilizzarlo per le compravendite (codice attestato che termina con "PROG"). 
    L’APE redatto alla fine dei lavori dovrà essere consegnato ai nuovi proprietari/locatari entro quindici giorni dalla richiesta di rilascio del certificato di agibilità.

  • 14. Nel caso di un edificio/unità immobiliare con più subalterni o con più destinazioni d’uso, quanti attestati occorre redigere?

    Il D.Lgs. 192/05 individua l’unità immobiliare come oggetto di certificazione dandone una definizione, autonoma rispetto alla definizione data a livello catastale, di porzione di edificio progettata o ristrutturata per essere utilizzata separatamente.
    Non esiste sempre una corrispondenza biunivoca tra APE e catasto: un attestato può riferirsi a più subalterni e un unico subalterno può contenere più sistemi edificio-impianto. 

    Va redatto un unico APE per ciascuna unità immobiliare progettata e realizzata per essere utilizzata separatamente.

    Nel caso di unità immobiliare censita con più riferimenti catastali per diritti diversi o di un fabbricato che insiste su diversi subalterni, mappali o fogli, o sul territorio di più di un comune, è necessario produrre un solo APE indicando tutti i riferimenti catastali. 

    Nel caso tipico del condominio (ad es. edificio residenziale pluri-appartamento con uno o più blocchi scale) in cui sono presenti più unità immobiliari e un unico impianto centralizzato di climatizzazione è possibile fare un attestato per ogni singola unità o raggruppare le unità che hanno le stesse: 
    - destinazioni d’uso, 
    - situazione al contorno, 
    - orientamento e geometria,
    - siano servite, qualora presente, dal medesimo impianto termico destinato alla climatizzazione invernale e, qualora presente, dal medesimo sistema di climatizzazione estiva.
    In questo caso i dati contenuti nell’APE si riferiscono all’unità immobiliare tipo e non alla somma delle prestazioni delle unità immobiliari. Sull’APE andrà selezionato “Gruppo di unità immobiliari”
    Tenendo conto delle particolari condizioni delle singole unità possono, quindi, essere rilasciati attestati singoli o gruppi di attestati. 

    Se all'interno di una stessa unità immobiliare, nello stesso volume, sono presenti zone termiche valutabili separatamente e con destinazioni d’uso diverse, sarà prodotto un unico APE e l’edificio sarà classificato in base alla destinazione d’uso prevalente in  termini di volume riscaldato.
    Nel caso di edifici non fosse tecnicamente possibile trattare separatamente le diverse zone termiche, l’edificio è valutato e classificato in base alla destinazione d’uso prevalente in termini di volume climatizzato.

    Se invece le destinazioni d’uso sono presenti in corpi di fabbrica distinti o in un parti dell’edificio che possono essere distinte funzionalmente e termicamente, si potranno produrre più APE a seconda della destinazione d’uso.

    Per esempio: 
    •    se la zona uffici è inglobata nella zona produzione deve essere redatto un unico APE (con due zone termiche ciascuna con la sua destinazione d’uso) indicando nello stesso la destinazione d’uso prevalente in termini di volume climatizzato.
    •    se la zona uffici è situata in una posizione distinta alla zona produzione o in un corpo di fabbrica adiacente (anche se nella medesima unità immobiliare dal punto di vista catastale) ed è funzionalmente autonoma, si potranno produrre due APE.

  • 15. In un appartamento derivante dalla fusione di due unità preesistenti sono presenti due caldaie murali e due circuiti di distribuzione, quanti attestati redigo?

    Nel caso di una unica unità immobiliare servita da più di un impianto è necessario redigere un unico APE avendo cura di modellare separatamente le zone termiche presenti. 

  • 16. Nel caso in cui l’APE fosse stato realizzato con motivazione “passaggio di proprietà” e successivamente il proprietario avesse deciso di “affittarlo” (o viceversa), è necessario rifare il documento?

    No, poiché la motivazione di rilascio dell’APE è a fini statistici.
    La motivazione indicata tra quelle elencate è quella al momento della redazione dell’APE. Le motivazioni elencate si escludono a vicenda (la scelta di una esclude le altre). E’ tuttavia possibile, oltre alla motivazione indicata, inserire una ulteriore motivazione alla voce “altro”.
    Si precisa inoltre che, poiché un APE ha validità di 10 anni, successivamente lo stesso potrà essere utilizzato per altri scopi. Ad esempio, un APE redatto per una nuova costruzione avrà selezionata la voce “nuova costruzione” nelle motivazioni. Ma lo stesso APE potrà essere utilizzato negli anni successivi per rimettere in vendita o in affitto l’immobile.

  • 17. Nel caso di edificio multipiano dotato di un unico impianto termico centralizzato e composto da più subalterni aventi la stessa destinazione d’uso, è richiesto al certificatore di accedere in ciascuna unità immobiliare?

    Il compito del certificatore è quello di verificare, attraverso opportuni sopralluoghi, la congruenza tra la documentazione progettuale e lo stato di fatto dell’edificio con la conseguente necessità di redigere un APE veritiero e di cui si assume la responsabilità. 
    Nel caso in cui il certificatore non riuscisse ad accedere a tutte le unità immobiliari facenti parte dell’edificio in esame ed in assenza di diversità evidenti ed oggettive tra gli elementi costituenti l’edificio rilevati e percepibili dall’esterno o dagli spazi comuni, potrà ipotizzare, in accordo con la documentazione progettuale in suo possesso, che le caratteristiche dell’involucro delle unità immobiliari alle quali non è potuto accedere siano le medesime di quelle analizzate direttamente.

  • 18 Come si certifica un immobile progettato e con richiesta del titolo abilitativo antecedente al 1° ottobre 2015?

    I requisiti minimi da rispettare dipendono dalla data di richiesta del titolo abilitativo. La procedura e la normativa da seguire è quella in vigore a tale data. La redazione dell’AQE a cura del direttore dei lavori avverrà secondo le procedure e le metodologie di calcolo vigenti alla data della richiesta del permesso a costruire. 
    L’attestato di prestazione energetica deve essere redatto seguendo la legislazione e la normativa in vigore al momento della produzione dell’attestato. Dal 1 ottobre 2015 varrà quindi solo la nuova procedura (DM interministeriale 26 giugno 2015) di redazione dell’APE. 
    Nel campo “informazioni aggiuntive” del nuovo APE può essere riportata la vecchia classe energetica e la vecchia prestazione energetica

  • 19 L’Attestato di Prestazione Energetica da allegare ad un atto deve essere stampato a colori?

    Essendo l’Attestato di Prestazione Energetica dotato anche di diagrammi indicanti la prestazione energetica sulla base del colore, è preferibile la stampa a colori. 

  • 20 L’Attestato di Prestazione Energetica da allegare ad un atto è esente da bollo?

    Sì, è esente, si veda la Risoluzione Agenzia dell’Entrate n° 83/E del 22/11/2013

  • 21 Qual è la validità di un Attestato di Prestazione Certificazione Energetica?

    L’Attestato di Prestazione Energetica normalmente ha una validità temporale di 10 anni dalla data di emissione
    La validità decade tuttavia qualora vengano effettuati interventi che modificano la classe energetica. 
    In tal caso l’attestato deve essere aggiornato mediante sostituzione. 
    La mancata effettuazione, inoltre, delle prescrizioni individuate dal manutentore che effettua le operazioni di controllo di efficienza energetica sugli impianti termici o la mancata effettuazione delle verifiche stesse la validità è limitata al 31 dicembre dell’anno successivo alla scadenza fissata. 
    In proposito si veda anche la FAQ successiva.

  • 22. La normativa nazionale (D.Lgs 192 art. 6 comma 5) specifica che il libretto d'impianto deve essere allegato all’attestato di Prestazione Energetica, in caso contrario la validità del certificato non è più di dieci anni, ma decade il 31 dicembre dell'anno successivo; è cosi anche in Regione Friuli Venezia Giulia?

    Sì, la normativa nazionale è vigente anche in Friuli Venezia Giulia.
    Il citato articolo 6 comma 5 del dlgs 192/2005, stabilisce che l'APE ha validità massima di 10 anni, salvo aggiornamenti in caso di ristrutturazione o riqualificazione che modifichino la classe energetica dell'edificio o dell'unità immobiliare
    Il medesimo comma subordina, poi, detta validità massima decennale, al rispetto delle prescrizioni di cui al D.P.R.74/2013 circa le operazioni di controllo e di efficienza energetica sugli impianti termici
    Nel caso di mancato rispetto delle citate disposizioni, l'APE decade il 31 dicembre dell'anno successivo a quello in cui è prevista la prima scadenza non rispettata per le predette operazioni di controllo di efficienza energetica. 
    Ne consegue che per il Certificatore è necessario allegare all’APE, al fine della suddetta verifica, la copia del Libretto di Impianto e dei rapporti di controllo effettuati. 
    La produzione del libretto di impianto per utilizzi successivi dell’APE, spetta ovviamente al responsabile dell’impianto.

  • 23. Si può emettere un APE senza che ci siano il libretto di impianto e un valido rapporto di controllo di efficienza energetica? Cosa occorre fare quando l’impianto è sprovvisto di libretto di impianto e/o non c’è un rapporto di controllo di efficienza energetica ancora valido?

    Emettere un APE senza allegare il libretto di impianto  comprensivo dei relativi allegati, tra cui anche  un valido rapporto di controllo di efficienza energetica, significa dichiarare che l’impianto è stato ed è condotto dal responsabile  in violazione di quanto previsto dal D.Lgs. 192/05 e dal DPR 74/2013 per cui è applicabile la  sanzione amministrativa prevista dall’art. 15 dello stesso D.Lgs. 192/05 e s.mm.ii.
    Nell’APE, tra l’altro, nei casi in cui è istituito il catasto regionale degli impianti termici, va indicato, nella quarta pagina, il codice del catasto regionale dell’impianto termico che implica  la regolare registrazione e dotazione del libretto di impianto e dei relativi allegati.
    All’atto dell’emissione dell’APE, se necessario, occorre quindi far redigere il libretto di impianto e dotarlo degli allegati richiesti compreso un valido rapporto di controllo di efficienza energetica, ove prescritto. Solo nel caso che l’impianto sia distaccato dalla rete del gas o dichiarato dismesso o disattivato (al catasto degli impianti termici se operante) può mancare il rapporto di controllo di efficienza energetica in corso di validità.
    La decadenza dell’APE in caso di non rispetto della periodicità dei controlli di efficienza energetica si riferisce, quindi, ad un evento successivo alla data di emissione.
    Nel caso in cui il proprietario, seppure avvertito degli obblighi normativi e delle relative sanzioni, non voglia far redigere il libretto di impianto e il controllo di efficienza energetica ai fini della redazione dell’APE, il certificatore deve segnalarlo nelle note specificando il motivo della mancata allegazione.

  • 24 In caso di assenza di impianto termico si deve comunque redigere l’APE?

    Sì, deve essere redatto.
    Il calcolo della prestazione energetica si basa sui servizi effettivamente presenti nell’edificio in oggetto, fatti salvi gli impianti di climatizzazione invernale e, nel solo settore residenziale, di produzione di acqua calda sanitaria che si considerano sempre presenti.
    Nel caso di loro assenza infatti, si procederà a simulare tali impianti in maniera virtuale, considerando che siano presenti gli impianti standard dell’edificio di riferimento, così come indicati nel Decreto requisiti minimi.

  • 25. In quali casi vi è l’obbligo di pubblicazione dei dati energetici negli annunci?

    L’obbligo vale per tutte le tipologie di annuncio, sia a carico di agenzie immobiliari che di privati cittadini, riguardanti la vendita o la locazione di edifici o unità immobiliari.
    Il testo del decreto, soltanto per gli annunci, dispone che l’obbligo non ci sia per gli edifici che sono utilizzati meno di quattro mesi all'anno. Questo termine non si riferisce alla durata del contratto, ma all'effettivo utilizzo dell’immobile, sia dai proprietari che dagli inquilini.
    All'articolo 6 del Decreto legislativo 192/2005 è inoltre stabilito: 
    2. Nel caso di vendita, di trasferimento di immobili a titolo gratuito o di nuova locazione di edifici o unità immobiliari, ove l’edificio o l’unità non ne sia già dotato, il proprietario è tenuto a produrre l’attestato di prestazione energetica di cui al comma 1. In tutti i casi, il proprietario deve rendere disponibile l’attestato di prestazione energetica al potenziale acquirente o al nuovo locatario all'avvio delle rispettive trattative e consegnarlo alla fine delle medesime.”

  • 26. Quali informazioni sulla prestazione energetica devono essere riportate nell'annuncio di vendita e locazione?

    Gli annunci devono contenere le seguenti informazioni: 
    •    gli indici di prestazione energetica dell’involucro (invernale ed estivo), 
    •    l’indice di prestazione energetica globale dell’edificio o dell’unità immobiliare, sia rinnovabile che non rinnovabile, 
    •    la classe energetica corrispondente. 

     

  • 27. Quando è necessario utilizzare il format di annuncio riportato nell'allegato D del Decreto 26 giugno 2015?

    L’obbligo di utilizzo del format è rivolto a tutti gli annunci, esclusi quelli via internet e a mezzo stampa. 
    In tutti i casi devono però essere riportati i dati illustrati in precedenza, senza obbligo di formato. 

     

  • 28. Quali sono i fattori di conversione da utilizzare per l’APE dopo il 1 ottobre 2015?

    I fattori di conversione in energia primaria da utilizzare nel calcolo sono quelli indicati nel DM requisiti minimi.

    Come si può notare, i fattori di conversione sono stati modificati dalla normativa, ed in particolare:
    •    l’energia elettrica da rete ora ha anche una componente rinnovabile ed è per questo motivo che anche senza nessun impianto a fonte rinnovabile nell'edificio, conteggiando gli ausiliari elettrici nel bilancio energetico, risulta comunque una quota EPren
    •    le biomasse solide, rispetto alle liquide e gassose, hanno un fattore di conversione diverso, in parte rinnovabile, in parte non rinnovabile. E’ per questo motivo che le biomasse hanno un fattore di emissione di CO2 diverso da zero
    •    il gas naturale, il GPL e il gasolio hanno fattori di conversione diversi
    •    in assenza di dati dichiarati dal fornitore e asseverati da parte terza, per il teleriscaldamento di utilizzeranno i dati riportati in Tabella 1.

  • 29. Quali software è possibile utilizzare per la determinazione della prestazione energetica?

    Ai sensi del punto 4.3 delle Linee Guida Nazionali si possono utilizzare soltanto software accreditati dal CTI che controlla lo scostamento massimo dei risultati rispetto ai parametri determinati con l’applicazione del metodo di calcolo nazionale.

    4.3 Caratteristiche degli applicativi informatici
    Ai sensi dell’articolo 7 del decreto requisiti minimi, gli strumenti di calcolo e i software commerciali per l’applicazione dei metodi sopra indicati garantiscono che i valori degli indici di prestazione energetica, calcolati attraverso il loro utilizzo, abbiano uno scostamento massimo di ±5% rispetto ai corrispondenti parametri determinati con l'applicazione dello strumento nazionale di riferimento predisposto dal CTI in base allo stesso articolo 7, comma 2.
    Gli strumenti di calcolo e i software commerciali che utilizzino metodi semplificati, garantiscono uno scostamento massimo ricompreso tra +20% e -5% rispetto ai corrispondenti parametri determinati con l'applicazione dello strumento nazionale di riferimento predisposto dal CTI in base allo stesso articolo 7, comma 2.
    La garanzia del rispetto dei suddetti scostamenti massimi per gli strumenti di calcolo e i software commerciali è fornita, previa verifica, attraverso una dichiarazione resa dal CTI. Tale dichiarazione riporta, in maniera evidente, il caso in cui si tratti di uno strumento di calcolo o software commerciale che utilizzi un metodo semplificato.
    Ai fini dell’effettuazione dei controlli della qualità dell’APE di cui all’articolo 5 del decreto di approvazione delle presenti linee guida, gli strumenti di calcolo ed i software commerciali dovranno poter generare, oltre all’APE, il tracciato informatico dei dati di input necessari per il calcolo della prestazione energetica dell’edificio.
    ” 

    E' possibile utilizzare soltanto i software che appaiono in questo elenco:
    https://www.cti2000.it/index.php?controller=sezioni&action=show&subid=62

  • 30. È possibile utilizzare il DOCET per la determinazione della prestazione energetica?

    La nuova versione di DOCET, denominata v.3.7 (release v.3.19.10.51), va incontro alla continua evoluzione delle piattaforme predisposte dalle Regioni per il recepimento degli APE che sono ormai orientate verso la richiesta del formato *.xml dati esteso. Anche la Regioe FVG richiede l'invio di questo formato di file.

    DOCET dal 31 ottobre 2019 è quindi utilizzabile in SIRAPE FVG  poichè è in grado di generare due versioni del file *.xml:

    1. formato ridotto v.12 che contiene esclusivamente le informazioni riportate nell’APE;

    2. formato esteso v.5 che contiene una serie dettagliata di dati di input (caratteristiche del contesto urbano, dati climatici, caratteristiche tipologiche dell’edificio, dell’involucro degli impianti, ecc.) e di output (risultati di calcolo intermedi e finali: valori mensili e totali dell’energia utile, del fabbisogno dei servizi energetici presenti, calcolo dell’energia primaria, degli indici di prestazione, ecc.).

    DOCET v.3.7 è scaricabile attraverso il seguente link: http://www.docet.itc.cnr.it/

    Per ulteriori informazioni sulla nuova versione DOCET v. 3.7 scrivere a: info.docet@itc.cnr.it

  • 31. L’uso di software validato dal CTI esime il certificatore dalla responsabilità dei risultati ottenuti?

    No, il certificatore deve operare nel rispetto della metodologia definita dalle norme tecniche (UNI TS 11300). L’utilizzo di uno strumento, il software in questo caso, non assolve il certificatore da eventuali errori di input o metodologici o di calcolo di cui risponderà integralmente in sede civile e penale.
     

  • 32. Quali sono gli allegati all’APE?

    - Libretto di impianto e relativo rapporto di controllo di efficienza energetica in corso di validità.
    Solo nel caso che l’impianto sia distaccato dalla rete del gas o dichiarato dismesso o disattivato (al catasto degli impianti termici se operante) può mancare il rapporto di controllo di efficienza energetica in corso di validità.

    - Informativa del certificatore al committente
    In relazione alle diverse condizioni al contorno in cui si realizza la procedura di attestazione della prestazione energetica, il soggetto certificatore presenta al richiedente, mediante apposita informativa, tutte le opzioni che sono consentite per accedere al servizio in termini di qualità e di costo, al fine di consentire al medesimo una scelta consapevole. Il richiedente sottoscrive, per presa visione, tale informativa e la scelta conseguente operata.

    - Relazione di sopralluogo, riportante i dati di ingresso per l’effettuazione della procedura di calcolo.

  • 33. Quali sono i dati obbligatori nell’APE, la cui mancanza rende lo stesso invalido?

    Ai sensi dell’art.4 delle Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici (DM 26.06.2015)
    "Ogni APE è redatto da un soggetto abilitato ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 75 e riporta obbligatoriamente, per l’edificio o per l’unità immobiliare, pena l’invalidità:
    a) la prestazione energetica globale sia in termini di energia primaria totale che di energia primaria non rinnovabile, attraverso i rispettivi indici; 
         N.B. poiché nell'attestato non è presente il valore di energia primaria totale EPgl,tot, dovranno essere indicate le due componenti EPgl,ren       e EPgl,nen la cui somma corrisponde a EPgl,tot.
    b) la classe energetica determinata attraverso l’indice di prestazione energetica globale, espresso in energia primaria non rinnovabile;
    c) la qualità energetica del fabbricato ai fini del contenimento dei consumi energetici per il riscaldamento e il raffrescamento, attraverso gli indici di prestazione termica utile per la climatizzazione invernale ed estiva dell’edificio;
    d) i valori di riferimento, quali i requisiti minimi di efficienza energetica vigenti a norma di legge;
    e) le emissioni di anidride carbonica;
    f) l’energia esportata;
    g) le raccomandazioni per il miglioramento dell’efficienza energetica con le proposte degli interventi più significativi ed economicamente convenienti, distinguendo gli interventi di ristrutturazione importanti da quelli di riqualificazione energetica;
    Ogni APE riporta, inoltre, le informazioni correlate al miglioramento della prestazione energetica, quali gli incentivi di carattere finanziario e l’opportunità di eseguire diagnosi energetiche."

     

  • 34. Nel caso l’edificio sia stato progettato ai sensi di una normativa tecnica e durante i lavori la normativa cambia, con che normativa devono essere redatti l’AQE e l’APE?

    I requisiti minimi da rispettare dipendono dalla data di richiesta del titolo abilitativo. La procedura e la normativa da seguire è quella in vigore a tale data. 
    La redazione dell’AQE avverrà secondo le procedure e le metodologie di calcolo vigenti alla data della richiesta del permesso a costruire. 
    L’APE deve essere redatto seguendo la legislazione e la normativa in vigore al momento della produzione dell’attestato. Nel campo “informazioni aggiuntive” del nuovo APE può essere riportata la vecchia classe energetica e la vecchia prestazione energetica calcolata con la normativa precedente.  (FAQ Mise)

  • 35. Quale è la superficie utile da mettere al denominatore nel calcolo degli indici di prestazione energetica?

    Secondo la definizione n.50 dell’allegato A del D.Lgs.192/2005: “La superficie utile è la superficie netta calpestabile dei volumi interessati dalla climatizzazione ove l’altezza sia non minore di 1,50 m e delle proiezioni sul piano orizzontale delle rampe relative ad ogni piano nel caso di scale interne comprese nell’unità immobiliare, tale superficie è utilizzata per la determinazione degli specifici indici di prestazione energetica. “
    Per “volumi interessati dalla climatizzazione” si intende l’unione dei volumi riscaldati e raffrescati, corrispondenti a superfici riscaldati o raffrescati (vedere UNI/TS 11300-5). 
    Tale superficie, così come definita, è utilizzata al denominatore per la determinazione degli indici di prestazione energetica di tutti i servizi. (FAQ Mise) 

  • 36. In un edificio senza impianto, in cui si simula l’impianto di riscaldamento, ha senso inserire le raccomandazioni? Le raccomandazioni vanno inserite anche per edifici ad altissima prestazione energetica?

    Si, le raccomandazioni sono un elemento obbligatorio del certificato, pena la sua invalidità. 
    In assenza di impianto, il certificatore deve inserire almeno le raccomandazioni relative all'involucro, segnando nelle note che l’edificio non è dotato di impianto e dare indicazioni circa una possibile soluzione impiantistica riguardante il riscaldamento invernale e la produzione di acqua calda sanitaria. 
    Le raccomandazione vanno sempre inserite, anche per quelli ad altissima prestazione energetica. Anche un nZEB potrebbe migliorare la prestazione energetica (anche se, molto probabilmente, non sarà conveniente dal punto di vista economico). 
    Sarà responsabilità del certificatore inserire le raccomandazioni con tempo di ritorno più breve. Sarà discrezione dell’utente capire che interventi con tempo di ritorno elevato o con miglioramenti di prestazione molto ridotti saranno poco appetibili. (FAQ Mise)

  • 37. Per il calcolo della prestazione estiva dell’involucro, che valore viene preso come Yie quando si usano i dati della norma UNI/TR 11552 dove non è indicata la capacità termica delle strutture esistenti?

    E’ necessario inserire la stratigrafia indicata nella norma nel software di calcolo e calcolare l’ Yie ipotizzando le capacità termiche degli strati.

  • 38. Che cosa si intende per “impianto termico”?

    Si riprende la definizione data dal D.Lgs. 192/2005: “impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo. Sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento. Non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 5 kW. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate”. 
    La definizione di impianto termico è stata modificata più volte, soprattutto per esigenze legate al controllo sugli impianti stessi (DPR 74/2013).
    Da un confronto con il Comitato Termotecnico Italiano e con le altre Regioni, si ritiene che ai fini del calcolo della prestazione energetica vadano considerati tutti gli impianti tecnici presenti all'interno dell’edificio, purché fissi.

    Riportiamo una faq del CTI in fase di definizione: 
    “DOMANDA: Data la definizione di impianto termico del D.Lgs.192/05:
    Una unità immobiliare riscaldata con una resistenza elettrica da 4 kW, per il calcolo delle prestazioni energetiche, è da considerare priva di impianto? 
    Una unità immobiliare riscaldata con una resistenza elettrica da 6 kW, per il calcolo delle prestazioni energetiche, è da considerare priva di impianto? 
    Una unità immobiliare riscaldata con termo-convettori a gas singoli, che non superano in totale i 5kW, è da considerare priva di impianto?
    Una unità immobiliare con un boiler elettrico per la produzione di acs, a servizio della singola unità, è da considerare priva di impianto per la produzione di acs? 
    Una unità immobiliare con una pompa di calore per la produzione di acs a servizio della singola unità, è da considerare priva di impianto per la produzione di acs?
    RISPOSTA: ai fini della redazione degli APE e per quanto riguarda i requisiti energetici minimi, indipendentemente dalla definizione di impianto termico, tali impianti tecnici devo essere considerati e imputati, indipendentemente dalla loro potenza, in quanto impianti fissi concorrenti ai servizi considerati nella prestazione energetica dell’edificio. Si noti tuttavia che non tutti gli impianti tecnici sono soggetti agli obblighi relativi alle ispezioni e alla dotazione di libretto di impianto.”
    Siamo in attesa di una faq ufficiale da parte del Mise.

  • 39. Gli apparecchi di cottura alimentati a legna (le cosiddette “cucine economiche” o “spolert” o “spàrgher”) sono soggetti al DPR n. 74/2013 e vanno inseriti nel calcolo della prestazione energetica?

    Se sono solo dedicate alla cottura dei cibi, non vanno indicate come impianto termico.
    Gli apparecchi di cottura, quale che sia il combustibile da essi impiegato, non rientrano nella pur ampia definizione di impianto termico; l'energia termica prodotta è finalizzata alla cottura dei cibi, e il calore che tali apparecchi cedono all'ambiente, anche se particolarmente consistente quando il combustibile è la legna, va considerato un apporto gratuito, così come il calore ceduto all'ambiente dal funzionamento di elettrodomestici o lampade a incandescenza. 
    Solo nel caso di termocucine da collegare a un impianto di riscaldamento ad acqua, per le quali il fabbricante ha esplicitamente progettato tale funzione, indicando la potenza termica nominale in targa e nel libretto di uso e manutenzione, si può parlare di “impianto termico”, e il valore della potenza va riportato nel libretto di impianto, analogamente a quello di una caldaia o una stufa. 
    Quindi una semplice “cucina economica”, non deve essere inserita nei calcoli della prestazione energetica visto l’uso prevalentemente dedicato alla cottura dei cibi (ma va indicata la sua presenza nelle note), mentre una termocucina va considerata nei calcoli.
    (CTI FAQ 34:2015 sul DPR 74/2013)

  • 40. Nel caso di edificio con sottotetto non abitabile e non riscaldato, come deve essere considerata la superficie disperdente?

    Il sottotetto confinante con l’ambiente riscaldato è a tutti gli effetti un locale non riscaldato e come tale deve essere trattato. La superficie disperdente che delimita l’involucro climatizzato si valuta con riferimento all'estradosso dell’ultimo solaio del volume riscaldato. 

  • 41. Nel caso di abitazione con un sottotetto non abitabile climatizzato ed utilizzato, come ci si deve comportare?

    Il soggetto certificatore deve redigere l’attestato di prestazione energetica con riguardo all'effettivo stato di fatto dell’edificio, considerando tutta la volumetria effettivamente climatizzata. Pertanto, nel caso in cui siano presenti vani non abitabili climatizzati, il tecnico abilitato deve considerare le relative superfici/volumi al fine della determinazione del corretto fattore di carico della caldaia e della conseguente valutazione del fabbisogno di energia primaria dell'unità immobiliare.

  • 42. Nel caso di abitazione con all'interno un soppalco, come deve essere considerato nel calcolo?

    Se il soppalco è inserito nel volume riscaldato deve essere considerato nella superficie utile ad esclusione delle eventuali aree con altezza inferiore 1,5 m. 

  • 43. Una villetta dispone di un impianto solare termico e di una caldaia a gas naturale con un sistema unico di accumulo, e di un impianto fotovoltaico. Come la valuto?

    La norma tecnica analizza il rapporto tra il sistema di generazione e l’utenza. Nel caso di sistemi tecnici collegati ad un unico sistema di accumulo ed un unico sistema di distribuzione e erogazione (ad es pavimenti radianti) è la norma UNI TS 11300/4 a descrivere le modalità di valutazione in sistemi cosiddetti pluri-energetici. 
    In tali sistemi la compresenza di più generatori termici (sottosistemi) viene considerata in funzione del minimo consumo di energia primaria fossile. Tale valutazione viene condotta ordinando i sistemi presenti secondo le seguenti priorità (cfr. UNI TS 11300/4 punto 5.4.5):

    Nel caso in esempio, il generatore di calore a gas (priorità 5) verrà utilizzato per coprire l’eventuale quota di energia non soddisfatta dal solare termico (priorità 1 in quanto fonte rinnovabile e priva di emissioni in atmosfera). 
    Il contributo dell’impianto fotovoltaico nel caso descritto è limitato alla copertura dei fabbisogni degli ausiliari elettrici presenti nell'impianto termico (quali ad esempio le pompe di circolazione, ecc).

  • 44. Come effettuare il calcolo in presenza di più generatori?

    Nel caso di sistemi che comprendono produzione di energia termica utile da energie rinnovabili e da altri sottosistemi di generazione (pompe di calore, cogenerazione, combustione a fiamma con vettori energetici non rinnovabili), la ripartizione del carico tra i generatori deve essere effettuata secondo un ordine di priorità, definito nel progetto, in modo di ottimizzare il fabbisogno di energia primaria, tenendo conto dei vettori energetici, dei rendimenti e delle caratteristiche dei singoli generatori. In mancanza di condizioni specificate nel progetto, nel prospetto 6 è indicato come devono essere valutate le priorità per la produzione di energia termica utile per riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria ai fini del calcolo. 

    Nell'intervallo di calcolo considerato, l’intervento del generatore con priorità successiva a quello considerato può essere determinato da: 
    (1) Fattore di carico del generatore i FCgn,i maggiore di 1; 
    (2) Temperatura controllante θc,cut-off minore di θc,cut-off,min o maggiore di θc,cut-off,max

    Nel caso (1) ossia di fattore di carico FCgn,i > 1 il funzionamento del generatore successivo i + 1 può essere: 
    - contemporaneo a quello del generatore i, in tal caso si ha: Qd,in,mese = Qgn,out,i,mese + Qgn,out,i+1,mese 
    - alternato; in questo caso il generatore i viene disattivato e tutto il carico deve essere coperto dal generatore i + 1. 

    La temperatura θc,cut,off è un parametro indipendente che può essere fissato su base progettuale o operativa come specificato nel metodo di calcolo dei singoli sottosistemi di generazione trattati nella presente specifica. La temperatura θc,cut,off  può essere relativa alla sorgente fredda (θc,cut-off,min) o al pozzo caldo (θc,cutoff,max).
    Per esempio, nel caso di pompe di calore tale temperatura può essere la temperatura limite inferiore della sorgente fredda al di sotto della quale si ritiene conveniente disattivare il generatore, oppure la temperatura massima di mandata alla quale viene disattivata la pompa di calore. 
    Il prospetto 7 riassume la situazione descritta.

     

     

  • 45. Quale è la quota di energia utile attribuita dai generatori a biomassa in sistemi bivalenti?

    Si distingue tra: 
    - sistemi di generazione monovalenti: quando tutta l’energia termica utile richiesta dall'edificio è fornita solo da uno o più generatori di calore a biomasse; 
    - sistemi di generazione bivalenti o polivalenti: quanto l’energia termica utile richiesta dall'edificio è fornita da almeno un generatore a biomasse e da uno o più generatori i cui consumi siano riconducibili a fonti non rinnovabili (combustibili fossili e energia elettrica). 

    Nel caso di sistemi bivalenti e polivalenti con fluido termovettore acqua la quota di energia utile fornita dai generatori a biomassa non può superare i valori riportati nei prospetti seguenti. 

    Nel caso di edifici o porzioni di edificio (unità immobiliari) nei quali esista una zona termica servita sia da impianto centrale con generatore di calore alimentato da combustibili fossili sia un apparecchio alimentato da biomasse con fluido termovettore aria, la quota di energia termica utile fornita da biomassa non può superare i valori indicati nel prospetto 23 qualora i terminali di erogazione collegati all'impianto centrale con generatore di calore alimentato da combustibili fossili siano forniti di dispositivi di regolazione individuale della temperatura ambiente. 
    Qualora tali dispositivi non siano presenti il contributo da biomasse deve essere posto a zero. 

     

    Qualora l’edificio sia servito esclusivamente da generatore a biomassa con fluido termovettore aria si considera la quota fornita dal generatore a biomassa pari al 100%. 

    Qualora nel sistema polivalente sia previsto un sistema solare termico, le quote massime indicate nei prospetti seguenti sono da intendersi riferite al fabbisogno di energia utile al netto del contributo del sistema solare termico.

  • 46. Come effettuare i calcoli per singola unità nel caso di generatori centralizzati?

    Nel caso di impianti di generazione da fonte rinnovabile centralizzati, occorre seguire quanto descritto al punto 1.1 (La prestazione energetica degli edifici) del DM requisiti minimi:
    “v. nel caso di impianti di generazione da fonte rinnovabile centralizzati, ovvero che alimentino una pluralità di utenze, oppure nel caso di impianti di generazione da fonte rinnovabile che contribuiscano per servizi diversi, per ogni intervallo di calcolo si attribuiscono quote di energia rinnovabile per ciascun servizio e per ciascuna unità immobiliare in proporzione ai rispettivi fabbisogni termici all'uscita dei sistemi di generazione ovvero ai rispettivi fabbisogni elettrici.”

    Nel caso di presenza di sistemi tecnici comuni a più unità immobiliari (per esempio: impianto di riscaldamento centralizzato, illuminazione di aree comuni, impianto ascensore, ecc.) i fabbisogni annuali di energia primaria per singolo servizio si suddividono fra le unità immobiliari sulla base dei seguenti criteri, diversi per servizio, ai sensi della norma UNI TS 11300 -5:
    - Climatizzazione invernale: in proporzione al fabbisogno di energia termica per riscaldamento attribuibile alle singole unità immobiliari (comprensivo quindi di perdite di emissione, regolazione, distribuzione alle utenze, considerati anche i relativi recuperi); 
    - Climatizzazione estiva: in proporzione al fabbisogno di energia termica per raffrescamento attribuibile alle singole unità immobiliari (comprensivo quindi di perdite di emissione, regolazione, distribuzione alle utenze, considerati anche i relativi recuperi); 
    - Acqua calda sanitaria: in proporzione al fabbisogno di energia termica per acqua calda sanitaria attribuibile alle singole unità immobiliari (comprensivo quindi di perdite di erogazione, distribuzione alle utenze, considerati anche i relativi recuperi); 
    - Ventilazione: in proporzione alla portata d’aria effettiva di ciascuna unità immobiliare; 
    - Illuminazione: in proporzione alla della superficie utile di ciascuna unità immobiliare; 
    - Trasporto di persone: per metà in proporzione al valore millesimale di proprietà delle singole unità immobiliari e per metà in misura proporzionale all'altezza di ciascuna unità immobiliare dal suolo. 

    Ricordiamo inoltre che le Linee guida nazionali per la certificazione energetica prevedono al punto 7.1.4: “Nel caso di attestazione della prestazione energetica di singole unità immobiliari secondo le modalità previste alle presenti linee guida, è fatto obbligo agli amministratori degli stabili di fornire, in relazione alla procedura applicabile, piena collaborazione ai condomini che lo richiedano, attraverso il rilascio in forma gratuita delle informazioni e dei dati necessari.

  • 47. Come si ripartisce il fabbisogno energetico degli ascensori?

     

Faq sui certificatori energetici

  • 1. Quali sono i soggetti che possono firmare un attestato di prestazione energetica?

    I soggetti che possono firmare un APE sono:
    a)    i tecnici abilitati, la cui disciplina dei requisiti è riportata di seguito; 
    b)    gli Enti pubblici e gli organismi di diritto pubblico operanti nel settore dell'energia e dell'edilizia, che esplicano l’attività con un tecnico, o con un gruppo di tecnici abilitati, in organico; 
    c)    gli organismi pubblici e privati qualificati a effettuare attività di ispezione nel settore delle costruzioni edili, opere di ingegneria civile in generale e impiantistica connessa, accreditati presso l'organismo nazionale italiano di accreditamento di cui all'articolo 4, comma 2, della legge 23 luglio 2009, n. 99, o altro soggetto equivalente in ambito europeo, sulla base delle norme UNI CEI EN ISO/IEC 17020, criteri generali per il funzionamento dei vari tipi di organismi che effettuano attività di ispezione, sempre che svolgano l’attività con un tecnico, o con un gruppo di tecnici abilitati, in organico; 
    d)    le società di servizi energetici (ESCO) di cui al comma 2, lettera a), che operano conformemente alle disposizioni di recepimento e attuazione della direttiva 2006/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, concernente l'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici sempre che svolgano l’attività con un tecnico, o con un gruppo di tecnici abilitati, in organico.

    Il tecnico abilitato è un tecnico operante sia in veste di dipendente di enti e organismi pubblici o di società di servizi pubbliche o private, comprese le società di ingegneria, che di professionista libero od associato. I tecnici abilitati devono rispondere almeno a uno dei requisiti di cui di seguito.
    (Rif. D.P.R.75/2013 art.2 comma 3) 
    Il tecnico abilitato deve essere in possesso di uno dei titoli di cui alle lettere da a) ad e) sotto elencati, iscritto ai relativi ordini e collegi professionali, ove esistenti, e abilitato all'esercizio della professione relativa alla progettazione di edifici e impianti asserviti agli edifici stessi, nell'ambito delle specifiche competenze a esso attribuite dalla legislazione vigente. Il tecnico abilitato opera quindi all'interno delle proprie competenze. Ove il tecnico non sia competente in tutti i campi sopra citati o nel caso che alcuni di essi esulino dal proprio ambito di competenza, egli deve operare in collaborazione con altro tecnico abilitato in modo che il gruppo costituito copra tutti gli ambiti professionali su cui è richiesta la competenza. 
    I titoli richiesti sono:
         a) laurea magistrale conseguita in una delle seguenti classi: 
    LM-4    architettura e ingegneria edile-architettura
    LM-20    ingegneria aerospaziale e astronautica
    LM-21    ingegneria biomedica
    Lm-22    ingegneria chimica
    LM-23    ingegneria civile
    LM-24    ingegneria dei sistemi edilizi
    LM-25    ingegneria dell’automazione
    LM-26    ingegneria della sicurezza
    LM-27    ingegneria delle telecomunicazioni
    LM-28    ingegneria elettrica
    LM-29    ingegneria elettronica
    LM-30    ingegneria energetica e nucleare
    LM-31    ingegneria gestionale
    LM-32    ingegneria informatica
    LM-33    ingegneria meccanica
    LM-34    ingegneria navale
    LM-35     ingegneria per l’ambiente e il territorio
    LM-48    pianificazione territoriale urbanistica e ambientale
    LM-53    scienza e ingegneria dei materiali
    LM-69    scienze e tecnologie agrarie
    LM-71    scienze e tecnologie della chimica industriale
    LM-73    scienze e tecnologie forestali ed ambientali
    ovvero laurea specialistica conseguita nelle seguenti classi: 
    4/S    architettura e ingegneria edile-architettura
    25/S    ingegneria aerospaziale e astronautica
    26/S    ingegneria biomedica
    27/S    ingegneria chimica
    28/S    ingegneria civile
    29/S    ingegneria dell’automazione
    30/S     ingegneria delle telecomunicazioni
    31/S     ingegneria elettrica
    32/S     ingegneria elettronica
    33/S     ingegneria energetica e nucleare
    34/S     ingegneria gestionale
    35/S     ingegneria informatica
    36/S     ingegneria meccanica
    37/S     ingegneria navale
    38/S     ingegneria per l’ambiente e il territorio
    54/S     pianificazione territoriale urbanistica e ambientale
    61/S     scienza e ingegneria dei materiali
    74/S     scienze e gestione delle risorse rurali e forestali
    77/S     scienze e tecnologie agrarie
    81/S     scienze e tecnologie della chimica industriale
         b) laurea nelle seguenti classi:
    L7 e 8    ingegneria civile e ambientale
    L9 e 10    ingegneria industriale
    4    scienze dell’architettura e dell’ingegneria edile
    L17    scienze dell’architettura
    L23    scienze e tecniche dell’edilizia
    L25    scienze e tecnologie agrarie e forestali
    20    scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
         c) diploma di istruzione tecnica, settore tecnologico, in uno dei seguenti indirizzi e articolazioni: 
    C1    “meccanica, meccatronica ed energia” articolazione “energia”
    C3    “elettronica ed elettrotecnica” articolazione “elettrotecnica”
    C8     “agraria, agroalimentare e agroindustria” articolazione “gestione dell’ambiente e del territorio”
    C9    “costruzioni, ambiente e territorio”
    ovvero
    - diploma di perito industriale in uno dei seguenti indirizzi specializzati: edilizia, elettrotecnica, meccanica, termotecnica, aeronautica, energia nucleare, metallurgia, navalmeccanica, metalmeccanica
    - diploma di geometra
    - diploma di perito agrario o agrotecnico.

    (Rif. D.P.R.75/2013 art.2 comma 4) 
    Oppure, il tecnico abilitato deve essere in possesso di uno dei titoli di cui alle lettere da a) a d) seguenti, e di un attestato di frequenza, con superamento dell’esame finale, relativo a specifici corsi di formazione per la certificazione energetica degli edifici. Il soggetto in possesso di detti requisiti è tecnico abilitato esclusivamente in materia di certificazione energetica degli edifici. 

    I titoli richiesti sono:
         a) titoli di cui al comma 3, ove non corredati della abilitazione professionale in tutti i campi concernenti la progettazione di edifici e impianti asserviti agli edifici stessi.
         b) laurea magistrale conseguita in una delle seguenti classi: 
    LM-17    fisica
    LM-40    matematica
    LM-44    modellistica matematico-fisica per l’ingegneria
    LM-54    scienze chimiche
    LM-60    scienze della natura
    LM-74    scienze e tecnologie geologiche
    LM-75    scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio
    LM-79    scienze geofisiche
    ovvero laurea specialistica conseguita nelle seguenti classi: 
    20/S    fisica
    45/S     matematica
    50/S     modellistica matematico-fisica per l’ingegneria
    62/S     scienze chimiche
    68/S     scienze della natura
    82/S     scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio
    85/S     scienze geofisiche
    86/S     scienze e tecnologie geologiche
         c) laurea conseguita nelle seguenti classi: 
    L8 e 9    ingegneria dell’informazione
    L30 e 25    scienze e tecnologie fisiche
    L21    scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale
    7    urbanistica e scienze della pianificazione territoriale e ambientale
    L27 e 21    scienze e tecnologie chimiche
    L32 e 27    scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura
    L34    scienze geologiche
    L35 e 32    scienze matematiche
    16    scienze della terra    
         d) diploma di istruzione tecnica, settore tecnologico:
    diploma di istruzione tecnica, settore tecnologico, con indirizzi diversi da quelli indicati al comma 3
    diploma di perito industriale con indirizzi specializzati diversi da quelli indicati al comma 3

  • 2. Che requisiti di indipendenza è necessario soddisfare per redigere un APE?

    Ai sensi del D.P.R.75/2013, ai fini di assicurare indipendenza e imparzialità di giudizio, il certificatore, all'atto di sottoscrizione dell'attestato di certificazione energetica, dichiara: 
    a)    nel caso di certificazione di edifici di nuova costruzione, l'assenza di conflitto di interessi, tra l'altro espressa attraverso il non coinvolgimento diretto o indiretto nel processo di progettazione e realizzazione dell'edificio da certificare o con i produttori dei materiali e dei componenti in esso incorporati nonché' rispetto ai vantaggi che possano derivarne al richiedente, che in ogni caso non deve essere ne' il coniuge ne' un parente fino al quarto grado; 
    b)    nel caso di certificazione di edifici esistenti, l'assenza di conflitto di interessi, ovvero di non coinvolgimento diretto o indiretto con i produttori dei materiali e dei componenti in esso incorporati, nonché' rispetto ai vantaggi che possano derivarne al richiedente, che in ogni caso non deve essere ne' coniuge ne' parente fino al quarto grado. 
    Ci sono poi dei casi particolari:
    c)    qualora il tecnico abilitato sia dipendente e operi per conto di enti pubblici ovvero di organismi di diritto pubblico operanti nel settore dell'energia e dell'edilizia, il requisito di indipendenza si intende superato dalle finalità istituzionali di perseguimento di obiettivi di interesse pubblico proprie di tali enti e organismi.
    d)    per gli edifici già dotati di attestato di certificazione energetica, sottoposti ad adeguamenti impiantistici, compresa la sostituzione del generatore di calore, l'eventuale aggiornamento dell'attestato di certificazione del decreto legislativo, può essere predisposto anche da un tecnico abilitato dell'impresa di costruzione ovvero installatrice incaricata dei predetti adeguamenti.

    Non è ancora chiaro come comportarsi rispetto agli edifici esistenti sottoposti a ristrutturazione/riqualificazione
    Questi edifici sono esistenti, per cui si dovrebbe applicare il punto b), ma in questo caso il certificatore può essere anche progettista o direttore dei lavori, o collaboratore dell’impresa di costruzione? 
    Siamo in attesa di una risposta ufficiale da parte del Ministero per lo Sviluppo Economico, ma la guida di Enea sull'APE dice:
    "L’esperto non deve avere legami di parentela con il richiedente e, nel caso di edifici esistenti, non deve essere coinvolto nella realizzazione dei lavori di ristrutturazione, né legato ai produttori dei materiali e dei componenti utilizzati. Nel caso di nuova costruzione, non deve essere coinvolto nelle attività di progettazione o realizzazione dei lavori."

    Alcune domande ci pervengono riguardo ad altre figure legate al processo di costruzione dell’edificio. La nostra Regione non si è espressa in merito, ma per esempio la Lombardia ha stabilito che il Soggetto certificatore “non può svolgere attività di certificazione sugli edifici per i quali risulti proprietario o sia stato coinvolto direttamente o indirettamente, o comunque in qualità di dipendente, socio o collaboratore di un’azienda terza, in una delle seguenti attività: 
    a.    progettazione dell’edificio o di qualsiasi materiale, componente o impianto tecnico in esso presente; 
    b.    costruzione dell’edificio o produzione di qualsiasi materiale, componente o impianto tecnico in esso presente; 
    c.    amministrazione dell’edificio; 
    d.    fornitura di energia per l’edificio; 
    e.    gestione e/o manutenzione di qualsiasi impianto presente nell’edificio; 
    f.    connesse alla funzione di responsabile servizio prevenzione e protezione (RSPP) ai sensi del Decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626; 
    g.    connesse alla funzione di coordinatore per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori ai sensi del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81; connesse alla funzione di coordinatore per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori ai sensi del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
    h.    connesse alla funzione di direzione lavori”

    Si ricorda che la dichiarazione di indipendenza è contenuta nell’APE che è reso sotto forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio, per cui è necessario porre particolare attenzione a quanto riportato in questa dichiarazione.

  • 3. E’ necessario effettuare un sopralluogo per redigere un APE?

    Sì, è obbligatorio effettuare almeno un sopralluogo sull’edificio.
    Ai sensi delle Linee Guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici, il sopralluogo è obbligatorio per verificare lo stato e la consistenza dell’immobile e degli impianti; in assenza di un ispezione fisica non possono chiaramente essere acquisite informazioni precise sulle dimensioni geometriche reali e sulle caratteristiche delle componenti. 
    La verifica sull'esistente è prescritta dalla metodologia di cui al DM 26 giugno 2015, quindi non effettuare la verifica fisica coincide con la violazione metodologica.
    Nelle Linee guida è previsto che al soggetto certificatore di un edificio oggetto di intervento, venga comunicato il nominativo del direttore dei lavori, venga garantita l’informazione delle diverse fasi di realizzazione dell’intervento edilizio e l’accesso al cantiere. E’ inoltre previsto che il direttore dei lavori segnali al soggetto certificatore le varie fasi della costruzione dell’edificio e degli impianti, quando rilevanti per le prestazioni energetiche dell’edificio, al fine di consentire i previsti controlli in corso d’opera.
    Il certificatore che non esegue un sopralluogo, comunque, risponde delle incongruenze tra lo stato reale e quanto da lui certificato e sottoscritto con tutte le conseguenze legali, eventualmente anche penali, del caso.

    La relazione di progetto, di cui all'articolo 8 comma 1 del decreto legislativo 192/2005, e il rapporto di sopralluogo, riportanti i dati di ingresso per l’effettuazione della procedura di calcolo, costituiscono a tutti gli effetti parte integrante dell’APE, e devono essere debitamente conservati dal soggetto certificatore, per essere messi a disposizione in caso di successive verifiche.

  • 4. E’ necessario consegnare un’informativa al Committente quando ricevo un incarico per la redazione dell’APE?

    Sì, è previsto in modo obbligatorio ai sensi delle Linee guida nazionali.
    Ai sensi del punto 7.1.1 delle Linee Guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici, in relazione alle diverse condizioni al contorno in cui si realizza la procedura di attestazione della prestazione energetica, il soggetto certificatore presenta al richiedente, mediante apposita informativa, tutte le opzioni che sono consentite per accedere al servizio in termini di qualità e di costo, al fine di consentire al medesimo una scelta consapevole.
    L’informativa al richiedente deve specificare:
    - il possesso, da parte del soggetto certificatore, dei requisiti di abilitazione alla attestazione della prestazione energetica previsti dalla legge;
    - le diverse opzioni relative alla procedura da rispettare per la valutazione della prestazione energetica e il rilascio del relativo attestato, e la relativa scelta effettuata;
    - l’obbligo dell’esecuzione di un sopralluogo;
    - le eventuali prestazioni supplementari per l’erogazione del servizio, quali, ad esempio, l’esecuzione di prove in situ;
    - le condizioni di erogazione del servizio, compreso eventualmente l’elenco dei documenti da prodursi a cura del richiedente e le modalità attraverso cui comunicare al soggetto certificatore il nominativo del direttore dei lavori, garantire l’informazione delle diverse fasi di realizzazione dell’intervento edilizio e l’accesso al cantiere.
    Il richiedente sottoscrive, per presa visione, tale informativa e la scelta conseguente operata.

  • 5. In caso di nuova costruzione o di intervento su un immobile, quando è necessario incaricare il certificatore energetico?

    La nomina del soggetto certificatore deve  avvenire prima dell’inizio dei lavori, e deve essere dichiarata nella relazione attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e relativi impianti termici, che, ai sensi del comma 1, dell’articolo 8, del decreto legislativo, il proprietario dell’edificio, o chi ne ha titolo, deposita presso l'amministrazione comunale competente contestualmente alla dichiarazione di inizio dei lavori complessivi o degli specifici interventi proposti o alla richiesta di permesso di costruire.

Faq sul DM Requisiti Minimi

  • 1. Come sono classificati gli interventi edilizi nel DM requisiti minimi?

    Nuova costruzione
    Per edificio di nuova costruzione si intende l’edificio il cui titolo abilitativo sia stato richiesto dopo l’entrata in vigore del decreto.
    Sono assimilati agli edifici di nuova costruzione:
    a)    gli edifici sottoposti a demolizione e ricostruzione, qualunque sia il titolo abilitativo necessario
    b)    gli edifici esistenti sottoposti ad ampliamento ovvero i nuovi volumi edilizi, sempre che la nuova porzione abbia un volume lordo climatizzato superiore al 15% di quello esistente o comunque superiore a 500 m². L’ampliamento può essere connesso funzionalmente al volume preesistente o costituire, a sua volta, una nuova unità immobiliare (definita come “parte progettata per essere utilizzata separatamente” dall'allegato A del decreto legislativo 192/2005). 

    Ristrutturazioni importanti
    Si definisce ristrutturazione importante l’intervento che interessa gli elementi e i componenti integrati costituenti l’involucro edilizio che delimitano un volume a temperatura controllata dall'ambiente esterno o da ambienti non climatizzati, con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio. Ai fini della determinazione della soglia di incidenza, sono da considerarsi gli elementi edilizi opachi e trasparenti che delimitano il volume a temperatura controllata dall'ambiente esterno e da ambienti non climatizzati, quali le pareti verticali, i solai contro terra e su spazi aperti, i tetti e le coperture (solo quando delimitanti volumi climatizzati).
    La superficie disperdente da considerare è quella totale dell’edificio comprensivo di tutte le unità immobiliari che lo costituiscono.
    Gli interventi di ristrutturazione importante vengono suddivisi in:
    a)    Ristrutturazioni importanti di primo livello
    Le ristrutturazioni importanti di primo livello sono costituite da interventi che interessano l’involucro edilizio con un’incidenza superiore al 50% della superficie disperdente lorda e contemporaneamente la ristrutturazione dell’impianto termico per la climatizzazione invernale e/o estiva.
    b)    Ristrutturazioni importanti di secondo livello
    Le ristrutturazioni importanti di secondo livello consistono in interventi che interessano l’involucro edilizio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda e possono interessare l’impianto termico per la climatizzazione invernale e/o estiva.

    Riqualificazioni energetiche
    Si definiscono interventi di riqualificazione energetica di un edificio quelli non riconducibili ai casi precedenti e che hanno, comunque, un impatto sulla prestazione energetica dell’edificio. Tali interventi coinvolgono quindi una superficie inferiore o uguale al 25% della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio e/o consistono nella nuova installazione, nella ristrutturazione di un impianto termico asservito all'edificio o di altri interventi parziali, compresa la sostituzione del generatore.

    Di seguito vengono riportati degli schemi con le verifiche da eseguire a secondo dell’intervento edilizio.

     

  • 2. Le verifiche di H’T e Asol/Asup,utile sono richieste per unità immobiliare o per intero fabbricato?

    La verifica dell’H’T e Asol/Asup,utile si effettua per unità immobiliare.
    Nel caso di ristrutturazione importante di secondo livello, la verifica dell’H’T va effettuata per tutta la superficie di uguale orientamento interessata, completamente o per una porzione, da lavori.
    Nel caso di strutture verticali si considera oggetto di verifica l’intera parete (facciata).
    Nel caso di strutture di copertura orizzontali o inclinate si considera oggetto di verifica l’intera falda o porzione di tetto.
    Nel caso in cui la superficie di uguale orientamento fosse comune a più unità immobiliari (pareti esterne continue tra piani e unità adiacenti o unica falda per unità adiacenti), la verifica dovrà riguardare solo la porzione relativa all'unità nella quale si sta effettuando l’intervento. (FAQ Mise)

  • 3. Nel caso di ristrutturazione importante di secondo livello, i valori limite dell’H’T sono maggiorati del 30%?

    3. Nel caso di ristrutturazione importante di secondo livello, i valori limite dell’H’T sono maggiorati del 30%?

  • 4. Come si regolamenta il cambio di destinazione d’uso?

    Nel contesto del DM Requisiti Minimi il cambio di destinazione d’uso si configura come segue a seconda dei casi:
    - qualora il cambio di destinazione d’uso avvenga senza interventi che ricadano nelle casistiche del DM Requisiti Minimi, non vi sono requisiti;
    - qualora il cambio di destinazione d’uso avvenga con interventi che ricadano nelle casistiche del DM Requisiti Minimi, vi sono requisiti a seconda del livello di intervento. 

    Si noti che, se il cambio di destinazione d’uso avvenisse contestualmente all'annessione a una unità immobiliare esistente, tale situazione si configurerebbe come ampliamento di quest’ultima e quindi comporterebbe il rispetto dei relativi requisiti a seconda del tipo di ampliamento.

  • 5. Come si calcola la percentuale di superficie di intervento per stabilire l’ambito di applicazione dell’intervento?

    Secondo il D.Lgs 192/05 e s.m.i. un edificio esistente è sottoposto a “ristrutturazione importante quando i lavori in qualunque modo denominati (a titolo indicativo e non esaustivo: manutenzione ordinaria o straordinaria, ristrutturazione e risanamento conservativo) insistono su oltre il 25 per cento della superficie dell’involucro dell’intero edificio, comprensivo di tutte le unità immobiliari che lo costituiscono”.
    Da tale definizione si evince che la superficie su cui calcolare la percentuale di intervento è quella dell’involucro dell’intero edificio, costituito dall'unione di tutte le unità immobiliari che lo compongono. (FAQ Mise)

  • 6. Cosa si intende con ristrutturazione dell’impianto termico?

    La ristrutturazione di un impianto termico è definita nel D.Lgs 192 come “un insieme di opere che comportano la modifica sostanziale sia dei sistemi di produzione sia dei sistemi di distribuzione ed emissione del calore. Rientrano in questa categoria anche la trasformazione di un impianto termico da centralizzato a impianti termici individuali nonché la risistemazione impiantistica nelle singole unità immobiliari, o in parti di edificio, in caso di installazione di un impianto termico individuale previo distacco dall'impianto termico centralizzato.”
    Per modifica sostanziale di un impianto termico si intende:
    -    sostituzione contemporanea di tutti i sottosistemi (generazione, distribuzione ed emissione);
    -    sostituzione combinata della tipologia del sottosistema di generazione, anche con eventuale cambio di vettore energetico, e dei sottosistemi di distribuzione e/o emissione.

  • 7. Quando l’intervento interessa l’involucro edilizio con un’incidenza maggiore del 50% della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio senza intervenire sull’impianto, si ricade nell’ambito di una ristrutturazione importante di secondo livello. Ciò significa che, nel caso di intervento rilevante sull'involucro (senza intervento sull'impianto), occorre rispettare l’obbligo integrazione FER?

    Qualora una ristrutturazione importante di secondo livello si configuri anche come ristrutturazione rilevante così come definita dal D.Lgs 28/11, allora occorrerà rispettare anche le prescrizioni di quest’ultimo. In caso contrario no. (FAQ Mise)

  • 8. Quando l’intervento si configura come una ristrutturazione importante di primo livello devo rispettare gli obblighi di integrazione FER?

    La f.a.q. n 2.31 del Mise di agosto 2016 sostiene che l'obbligo delle rinnovabili ci sia per le ristrutturazioni importanti di primo livello solo e soltanto se sono anche ristrutturazioni rilevanti.
    Ma nel decreto requisiti minimi è scritto:
    6. Inoltre, nei nuovi edifici e negli edifici sottoposti a ristrutturazioni importanti di primo livello, il progettista, nel rispetto delle disposizioni e dei metodi di calcolo di cui all'articolo 3 del presente decreto, con l'utilizzo dei pertinenti fattori di conversione in energia primaria totale, rinnovabile e non rinnovabile, come previsto al Capitolo 1, paragrafo 1.1, lettera g) e h), assevera l'osservanza degli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili secondo i principi minimi e le decorrenze di cui all'Allegato 3, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28.

    Si ritiene che una f.a.q. non possa modificare una disposizione contenuta in un decreto legislativo e che quindi molti Comuni continuano a richiedere le fonti rinnovabili nel caso di ristrutturazione importante di primo livello.
    Siamo in attesa di un chiarimento da parte del Mise, ma nel frattempo consigliamo di rispettare quanto previsto nel Decreto Requisiti minimi. 

  • 9. Nel caso di riqualificazione energetica, la verifica della trasmittanza deve tenere conto anche dell'effetto dei ponti termici?

    9. Nel caso di riqualificazione energetica, la verifica della trasmittanza deve tenere conto anche dell'effetto dei ponti termici?

  • 10. Nella verifica di assenza di rischio di formazione di muffe secondo la UNI EN ISO 13788 relativamente alle pareti verso l’esterno, cosa si intende con “particolare attenzione ai ponti termici”? Come deve essere effettuato il calcolo tenendo conto di quest’ultimo contributo?

    Con tale espressione si intende che la verifica deve essere effettuata sia sulla sezione corrente sia sul ponte termico. Il calcolo deve essere effettuato con riferimento alle norme UNI EN ISO 13788 e UNI EN ISO 10211.

  • 11. L’obbligo del rispetto dei rendimenti minimi riportati nelle norme di prodotto di tabella 2, nel caso di generatori a biomasse, sussiste solo nel caso di edifici esistenti sottoposti a ristrutturazioni importanti o riqualificazioni energetiche?

    No, l’obbligo vale in tutti i casi e non solo nelle ristrutturazioni importanti o nelle riqualificazioni energetiche.

  • 12. Nel caso di sostituzione delle chiusure tecniche trasparenti di cui alla lettera c), il requisito sul fattore di trasmissione solare totale ggl+sh può essere inteso come limite sul parametro trasmittanza energetica solare totale gt (sinonimo gtot) definito a livello delle norme tecniche armonizzate di riferimento obbligatorio per l’immissione sul mercato dei prodotti da costruzione? Tale requisito è ottemperabile in presenza di qualsiasi tipologia di schermatura in posizione interna, esterna ed integrata rispetto alle vetrazioni a cui sono poste a protezione?

    Sì, nel caso di sostituzione delle chiusure tecniche trasparenti di cui alla lettera c), il parametro trasmittanza energetica solare totale gt (sinonimo gtot) è da calcolare ai sensi delle norme tecniche europee di riferimento (UNI EN 13363-1 oppure UNI EN 13363-2, UNI EN 14501) richiamate dal Decreto Requisiti Minimi.
    Ai fini del soddisfacimento del requisito sul valore del fattore di trasmissione solare totale della componente finestrata, nel calcolo è possibile tener conto di qualsiasi tipologia di schermatura, cioè anche dell’eventuale contributo delle chiusure oscuranti oltre che delle schermature mobili.

  • 13. Il rifacimento del solo strato di impermeabilizzante in copertura comporta il rispetto di requisiti?

    Nel paragrafo 1.4.3 “Deroghe” del DM Requisiti Minimi risultano esclusi dall'applicazione gli interventi di ripristino dell’involucro edilizio che coinvolgono unicamente strati di finitura (per esempio impermeabilizzazione), interni o esterni, ininfluenti dal punto di vista termico. 
    Al capitolo 6 “Quadro di sintesi”, tra gli interventi soggetti al rispetto dei requisiti nell'ambito di riqualificazione energetica vengono indicati interventi che interessano coperture piane o a falde citandone isolamento/impermeabilizzazione”. Nella tabella si fa quindi riferimento ad interventi che riguardano sia il miglioramento della prestazione energetica della copertura (isolamento), sia l’impermeabilizzazione della stessa. 
    Dalla lettura dei due paragrafi non risulta alcuna contraddizione in quanto: solo se l’intervento riguarda esclusivamente la posa in opera di uno strato di impermeabilizzazione, con l’applicazione di vernici bituminose o assimilabili, direttamente sull'estradosso del solaio, senza demolizione  della pavimentazione. Esso, essendo assimilabile ad un intervento su strati di finitura, non è soggetto al rispetto dei requisiti minimi.
    Sarebbe comunque opportuno verificare l'efficacia dell'utilizzo di materiali impermeabilizzanti ad elevata riflettanza solare - cfr. paragrafo 2.3, comma 3, lettera a).
    (faq Mise)

  • 14. Come è definita l’efficienza media stagionale di un impianto ai fini delle verifiche?

    Ai fini delle verifiche dei requisiti minimi degli impianti, l’efficienza media stagionale è considerata come rapporto tra fabbisogno di energia termica utile del servizio e il corrispondente fabbisogno di energia primaria totale (ren+nren).
    Nota: nel caso dei servizi di climatizzazione invernale e climatizzazione estiva, al numeratore del rapporto vi è il fabbisogno di energia termica utile ideale del fabbricato dell’edificio reale, per riscaldamento o raffrescamento, calcolato con la ventilazione di riferimento così come da UNI/TS 11300-1. 

  • 15. Come è definita l’efficienza media stagionale di un impianto ai fini della sua indicazione nell’APE?

    Nella compilazione dell’APE, nei campi delle efficienze medie stagionali si indichino i rapporti tra il fabbisogno di energia termica utile per quel servizio dell’edificio reale e il corrispondente fabbisogno di energia primaria totale.
    Attenzione: prima del 1 agosto (data di emissione della faq del Mise) al denominatore vi era il fabbisogno di energia primaria non rinnovabile!

  • 16. Nel caso di presenza di cassonetti, come deve essere condotta la verifica dei requisiti minimi?

    Nell’ambito di interventi di ristrutturazione di secondo livello e di riqualificazione energetica, i cassonetti vanno valutati separatamente dalle chiusure trasparenti.
    Il requisito sulla trasmittanza (Tabella 4) va quindi valutato:
    - solo qualora si intervenga sul cassonetto;
    - sul singolo componente (cassonetto) indipendentemente dalla chiusura trasparente.

  • 17. Nel caso di attività edilizia libera riguardante un intervento di riqualificazione energetica, è necessario che un tecnico produca una relazione asseverata ai sensi della LR 19/2009 e la relazione tecnica ai sensi del DM 26.06.2015?

    Sì, sono due documenti necessari.
    L’inizio dei lavori, nel caso di interventi in attività edilizia libera per il risparmio energetico su edifici o unità immobiliari esistenti anche se comportano limitate modifiche volumetriche, è comunicato al Comune con allegata  una relazione tecnica asseverata ed eventuale elaborato grafico esplicativo (art. 16.5 della L.R. 19/2009).
    Ai sensi del DM 26.06.2015, inoltre, è necessario allegare anche la relazione tecnica di progetto ai fini dell’applicazione delle prescrizioni e dei requisiti minimi di prestazione energetica negli edifici., secondo i modelli predisposti.

    Nel caso di riqualificazione energetica la relazione tecnica deve essere compilata solo per le parti interessate dagli interventi. Per le parti non soggette a interventi si scriverà “non soggetto a modifiche”. 

    Nel caso di mera sostituzione dei serramenti (riqualificazione energetica) nella relazione tecnica, il tecnico si può limitare quindi a dichiarare:
    -    la permeabilità all'aria e la trasmittanza termica dei serramenti di nuova fornitura;
    -    il soddisfacimento della verifica della trasmittanza dei serramenti di nuova fornitura con i valori limite di cui alla tabella 4 dell’Appendice B dell’Allegato 1 del D.M. Requisiti Minimi;
    -    la trasmittanza dei serramenti esistenti oggetto di sostituzione;
    -    Il soddisfacimento della verifica del valore del fattore di trasmissione solare totale della componente finestrata per le chiusure tecniche trasparenti delimitanti il volume climatizzato verso l’esterno con orientamento da Est a Ovest, passando per Sud con i valori limite di cui alla tabella 5 dell’Appendice B dell’Allegato 1 del D.M. Requisiti Minimi (con l’eccezione per la categoria E.8).
    Si precisa inoltre che, nel caso di mera sostituzione dei serramenti (riqualificazione energetica) la relazione tecnica a cura del progettista può essere sostituita da dichiarazione dell’azienda esecutrice dell’intervento solo in presenza di chiusure oscuranti o di tipologie di superfici trasparenti per le quali risulti soddisfatta la verifica del valore del fattore di trasmissione solare totale.
    La relazione tecnica può essere sostituita da dichiarazione dell’impresa esecutrice attestante la trasmittanza dei serramenti esistenti sostituiti e dalla documentazione attestante la marcatura CE (cogente secondo Regolamento (UE) 305/2011) sui serramenti di nuova fornitura redatta dal Fabbricante.
    Tale documentazione dovrà obbligatoriamente riportare la trasmittanza termica, la permeabilità all’aria dei serramenti di nuova fornitura e il valore del fattore di trasmissione solare totale.
    In presenza di chiusure oscuranti il valore del fattore di trasmissione solare totale può non essere riportato in quanto si considera automaticamente soddisfatta la verifica dei valori limite di cui alla tabella 5 dell’Appendice B dell’Allegato 1 del D.M. Requisiti Minimi (con l’eccezione per la categoria E.8).

Faq sul decreto 28/2011

  • 1. Come vanno interpretati gli obblighi di cui al comma 2 dell’Allegato 3 del D.Lgs 28/11 nel caso di utilizzo di una pompa di calore elettrica e del fotovoltaico?

    1. Come vanno interpretati gli obblighi di cui al comma 2 dell’Allegato 3 del D.Lgs 28/11 nel caso di utilizzo di una pompa di calore elettrica e del fotovoltaico?

  • 2. La superficie in pianta da considerare per il calcolo della potenza delle fonti energetiche rinnovabili elettriche da installare è quella della proiezione dell’edificio sul terreno - D.Lgs 28/11?

    Sì, per superficie in pianta al livello del terreno per il calcolo della potenza da installare si intende la proiezione al suolo della sagoma dell'edificio. Nel calcolo della superficie non si tengano in considerazione le pertinenze (sulle quali però possono essere installati gli impianti).
    Si noti che gli obblighi dell'allegato 3 sono previsti anche nel caso di edificio non climatizzato. In quest'ultimo caso, naturalmente, la quota rinnovabile per la parte termica sarà automaticamente rispettata (essendo 0 il consumo). Dovrà comunque essere rispettato l'obbligo di installazione di potenza elettrica di cui al punto 3 dell'allegato 3.

Attestato di prestazione energetica A.P.E.

Attestato di prestazione energetica A.P.E.

E’ il certificato che descrive la qualità energetica di un immobile e i suggerimenti per migliorarne le prestazioni.