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null Fonti rinnovabili: ottime le performance italiane
News
03 set 2019

Buone notizie sul fronte delle fonti rinnovabili dal GSE – Gestore dei servizi energetici – sulle performance italiane. È disponibile online l’ultima analisi, intitolata ‘Fonti rinnovabili in Italia e in Europa verso gli obiettivi al 2020 e al 2030’ sull’utilizzo delle FER in Italia completa di confronto con le altre realtà europee.

L’analisi del GSE
Lo studio del GSE si presenta ricco di dettagli e spunti interessanti. Dalla diffusione delle FER nelle singole regioni, quindi in Italia e in Europa, fino alle attente comparazioni su tre fronti diversi, territorio, settore, tipologia di fonte energetica, il documento delinea lo scenario delle rinnovabili in vista degli obiettivi prefissati per il 2020 e il 2030.

I risultati italiani
I risultati rilasciati dal GSE sull’andamento delle FER in Italia sono ottimi. Quarto paese in termini di consumi energetici complessivi con consumi finali lordi pari a 120 Mtep – Mega tep, tonnellate equivalenti di petrolio – e terzo paese per quanto riguarda i consumi di energia da fonti rinnovabili, con 22 Mtep. In quali settori? Ormai in tutti, dal termico all’elettrico ai trasporti.

Sui consumi totali, la quota FER raggiunta dall’Italia è del 18,3 %, dato che riesce a far posizionare la nostra nazione prima di Germania, Francia, Spagna e UK. E non solo: il risultato ottenuto dall’Italia è più alto della media europea. In sintesi:

  • per quanto riguarda i consumi energetici totali, la quota FER italiana è del 18,3%, quella europea del 17,5%;
  • nel settore Trasporti, la quota FER italiana è del 6,5% (1,1 Mtep) mentre quella europea del 7,6%;
  • nel settore Elettrico l’Italia presenta una quota FER del 34,1% (9,7 Mtep) contro il 30% europeo;
  • nel settore Termico, l’Italia batte nuovamente la media europea, del 19,5%, con una quota FER del 20,1% (11,2 Mtep).

Cosa è cambiato negli ultimi 12 anni
Le analisi del GSE rivelano che negli ultimi 12 anni il valore complessivo dell’energia proveniente da fonti rinnovabili è raddoppiato, passando da 10,7 Mtep nel 2005 a 22 Mtep nel 2017. Questa evoluzione è stata inoltre accompagnata da un calo dei consumi complessivi a causa di tre fattori concomitanti: crisi economica, efficientamento energetico degli edifici, cambiamenti climatici.
La crescita della quota FER è stata più veloce e intensa nel periodo 2011-2013, più lieve tra il 2014 e il 2017.

Gli obiettivi 2020 e 2030
I risultati italiani ci rendono orgogliosi e carichi di positività nei riguardi degli obiettivi da raggiungere entro il 2030.

In particolare, la Direttiva 2009/28/CE, recepita con Decreto Legislativo n°28 del 3 marzo 2011, prevede che l’Italia raggiunga, entro il 2020, i seguenti due obiettivi principali:

  • una quota del 17% di consumi finali lordi (CFE) coperta da energie rinnovabili;
  • una quota del 10% di consumi finali lordi coperti da energie rinnovabili nel settore dei trasporti.

Il primo obiettivo è stato già portato a casa: con il suo 18,3% l’Italia batte il 17% fissato come minimo da raggiungere per il 2020. Le performance nei settori termico ed elettrico, per quanto fondamentali, non risultano vincolanti ai fini del raggiungimento degli obiettivi del 2020, ma nel PAN – Piano di Azione Nazionale – si parla di una quota minima di FER del 26,4% nel settore elettrico, e del 17,1% in quello termico. Pienamente centrati, quindi, anche questi altri due obiettivi.

Queste, in sintesi, le quote FER da raggiungere entro il 2020 e il 2030:

  • per l’obiettivo UE28 2020 è una quota FER del 20%;
  • mentre l’obiettivo Italia per il 2020 è una quota FER del 17%;
  • l’obiettivo UE28 per il 2030 è una quota FER del 32%;
  • l’obiettivo Italia per il 2030 è una quota FER del 30%.

Conseguito con successo l’obiettivo 2020, guardiamo quindi con positività a quello del 2030. 

 Fonte: https://www.teknoring.com

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